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Tweettare o non tweettare: Come le compagnie frenano i social media
by root on gen.06, 2011, under Opinioni, Twitter, Web
“I social media come Facebook, Twitter, o LinkedIn danno la possibilità a gente ordinaria di trasmettere la propria voce a livello internazionale dal vivo in tempo reale. Non ci si meraviglia che le compagnie siano preoccupate del danno potenziale ai loro marchi o reputazione, provenienti dai tweet di un impiegato difficile da controllare, e mi dicono che molti agenti di celebrità hanno considerato l’adozione di una clausola “non bere e non tweettare” nel contratto. Diamo uno sguardo a come alcune compagnie stanno scrivendo (e riscrivendo) le loro policy sui social media per arginare i rischi a che devono fronteggiare.
L’approccio del “pugno di ferro”
Al primo posto c’è il modo alla “Nellie il nervoso”, per gestire l’uso dei social media da parte degli impiegati, spesso preferito dai dipartimenti lagali, PR, e di marketing.
Il gigante di cosmetica a vendita diretta Mary Kay preferisce questo metodo per regolare le pratiche dei social media dei loro “consulenti indipendenti di bellezza” che vendono e reclutano per la compagnia, se questa politica sui social media recentemente trapelata è indicativa:
Quando si inviano aggiornamenti di stato su questi siti, il modo più facile per assicurare la compatibilità con i termini per il Consulente Indipendente di Bellezza Mary Kay, Direttore Commerciale e/o Accordo Nazionale del Direttore Commerciale è di utilizzare questi post approvati dalla Compagnia. Aggiorniamo le opzioni disponibili frequentemente, quindi assicuratevi di controllarle frequentemente.
Il problemone? I Tweet “approvati dalla compagnia” e gli aggiornamenti faranno pensare ai tuoi amici che la tua tastiera sia sotto il controllo di un lolcat spacciatore di cosmetici o di una Rete di Vendita per la casa:
Devi giocare con questo nuovo superdivertente messaggio nella bottiglia. Ti permette di inviare un pensiero affettuoso a chiunque pensi ogni 2 giorni. Provalo! [Inserisci il tuo URL al Sito Web personale]
Ho appena preso un profumo di cocco e lime. Mi ricorda un paradiso tropicale. Yum! Non trovi deliziosa questa succosa combinazione? [Inserisci il tuo URL al Sito Web personale]
Ho bisogno di più di qualche bevanda ai frutti spinosi se questi messaggi cominciano a scorrere nel mio feed Twitter.
L’approccio alla “Grande Fratello”
Quando le compagnie provano a controllare il social networking del dopo lavoro degli impiegati, le cose diventano appiccicose. La politica dei social media di Associated Press suggerisce che gli impiegati possano essere responsabili per qualsiasi contenuto inviato da altri sulle proprie bacheche o profili che violino le specifiche di AP. (Anche le serie di virgole?) Ancora peggio è la restrizione su ciò che gli impiegati fanno con i loro account personali, richiedendo di “evitare di includere affiliazioni politiche nei loro profili ed evitare di fare qualsiasi post che esprima punti di vista politici o prenda posizioni in situazioni controverse.”
Tutto questo non è solo per i giornalisti. La policy prescinde dal menzionare che essa è applicata a tutti gli impiegati della AP, sia che lavorino per la contabilità che per la redazione. Ad ogni modo, come nascondere il proprio orientamento politico online rende i rapporti più equilibrati?
L’approccio del “gentitore preoccupato”
Le linee guida sui social media delle Forze Aeree degli Stati Uniti leggono come la madre di un soldato il manoscritto prima della pubblicazione:
Se si usa un media visuale, non lasciate che il messaggio sia offuscato, poiché l’attenzione dell’osservatore è attirata dall’uniforme indossata impropriamente o da qualcosa che accade sullo sfondo.
I video che attirano l’attenzione diffusa, o divengono caratteristiche “virali,” acrobazie che sfidano la morte o atti che sono considerati “estremi” in natura. Non lasciate che il desiderio di inviare un messaggio comprometta la considerazione per la sicurezza.”
La policy include una gran quantità di normali avvisi sui social media, ma qualcosa mi dice che ci sono una o due importanti storie dietro a cose strane.
L’approccio del “bacio”
Alcune compagnie, come Microsoft e Zappos, lasciano semplici le loro linee guida sui social media. Temi comuni per queste politiche sono “siate intelligenti” e “ricordatevi delle carte che avete firmato quando siete stati assunti.” Zappos aggiunge nell’aggiornamento professionale dei propri impiegati l’uso e le best practices dei social media.
Fiducia e responsabilità sono i temi che soggiacciono in questo approccio.
L’approccio del “conduttore”
La Coca-Cola Company propone una serie di aspettative e ricorda ai suoi impiegati la non negoziabilità. Quindi si siede dietro e li lascia guidare, incoraggiandoli ad essere partecipanti attivi nel monitorare le conversazioni che si sviluppano attorno al marchio Coca-Cola:
La compagnia incoraggia tutti i suoi associati ad esplorare e partecipare alle comunità dei social media ad un livello che ritengono agevole. Divertirsi, ma essere intelligenti. Il miglior avvertimento è di approcciare ai mondi online allo stesso modo con cui approcciamo a quello fisico — usando giudizio e comune buon senso, aderendo ai valori della compagnia e seguendo il codice di condotta aziendale e tutte le altre politiche applicabili.
Non temete i tweeters
Ecco la motivazione per cui non si debbono tirare troppo le redini ai social media: potreste aver trovato la vostra cheeseheads. Un recente studio ha trovato che il 48% degli impiegati che tweettano e hanno un profilo su Facebook raccomandano fortemente i prodotti ed i servizi della propria azienda, che corrisponde a circa il doppio della media dei lavoratori conosciuti.
Con i rischi che coinvolgono qualsiasi impiegato che parla della compagnia al mondo, è facile comprendere la paura e la prudenza in alcune politiche sui social media. Ma ad essere oltremodo restrittivi, si rischia di alienare gli impiegati e perdere la loro lealtà. Un segnale che indichi che la vostra policy potrebbe necessitare di una revisione? Proibite agli impiegati di parlare al pubblico.
Applicate una policy flessibile, ed intelligente che sia basata sulla fiducia, educazione, e la responsabilizzazione. Quindi provate a a scrivere tutto in 140 caratteri.”
Riferimenti:
http://opensource.com/business/10/12/five-ways-companies-are-handling-social-media
Google App Inventor per Android
by root on lug.12, 2010, under Android, Linux, Opinioni, Twitter, Web
Google fa crescere bene il suo sistema operativo mobile (in crescita costante sul mercato americano), e dopo aver centrato il bersaglio con la recente versione 2.2 di Android (Froyo) entusiasticamente accolta dalla comunità Open Source che ha colmato molto rapidamente il divario con l’hardware non supportato, si prepara a rilasciare un altra killer application per portare il sistema operativo con il robottino verso l’empireo.
Google desidera fornire agli utenti non programmatori, gli strumenti per crearsi l’applicazione che desiderano.
Lo strumento visuale che avrà l’onore o onere di materializzare la creazione dell’utente sarà principalmente un’applicazione web.
L’applicativo semplificherà l’accesso ai sensori del telefono, al gps, alla camera etc… consentendoci di creare giochi, strumenti collaborativi, informativi, e quant’altro possiamo immaginare.
I requisiti di preparazione richiesti allo sviluppatore sono pochi, rendendo non necessarie capacità da programmatore. Il team di App Inventor ha creato blocchi per ogni cosa è possibile fare con un telefono Android, blocchi per fare tutte le attività di “programmazione”, blocchi per immagazzinare informazioni, blocchi per ripetere azioni, e blocchi per fare azioni in determinate condizioni. Ci sono persino blocchi per comunicare con servizi come Twitter.
Adesso capisco qual’era la necessità di installare in Froyo un compilatore JIT.
Volete saperne di più?
La “magia” di OpenID
by root on nov.21, 2009, under Twitter, Web
Anche Adamantio.net supporta OpenID.
Cos’è OpenID? Dal punto di vista dello sviluppatore OpenID è un protocollo di autenticazione federato. Dal punto di vista dell’utente è un modo per ricordarsi meno passwords, meno username, meno seccature insomma una sorta di “single sign-on” aperto.
In fondo in fondo se l’utente ha già dato i propri dati personali a google o a twitter o a facebook o a msn perchè deve reiterare la stessa pratica tutte le volte che deve accedere ad un nuovo sito?
Registrarsi ad un sito web senza necessariamente dover seguire la consuetudine di scegliersi l’username, la password, inserire la propria email e quant’altro viene richiesto è semplicemente cool.
Tutte le informazioni su questo magico sistema di deleghe di autenticazioni e scambio di informazioni è precisato sul sito della fondazione di OpenID http://openid.net.
Ecco un esempio: L’utente con account “abc.def@gmail.com” decide di iscriversi ad Adamantio.net per commentare un articolo.
Secondo il metodo canonico di registrazione avrebbe dovuto segure i seguenti passi:
1) Premere il link “Registrati” ed immettere l’username prescelto e la propria email.
2) Ricevere l’email con la password, inviata dal sistema
3) Accedere al sito.
Con OpenID i passi sono i seguenti:
1) L’utente accede al sito immettendo l’url OpenID del prorio provider di sicurezza (Nel caso di google tale url è: google.com/accounts/o8/id )
A questo punto se l’utente “abc.def” è già connesso a google (ad esempio a gmail) gli viene chiesto di consentire alla richiesta di informazioni di Adamantio.net come nell’esempio sottostante

Richiesta di autorizzazione OpenID
Da questo momento in poi tutte le volte che l’utente in questione sarà connesso a google, sarà contemporaneamento connesso a tutti quei siti cui, mediante OpenID ha consentito la delega di autorizzazione. Oal limite potrà continuare a loggarsi con il medesimo meccanismo senza dover ricordare usename o passwords varie.
Come avevo accennato sopra quasi tutti i “Big” del web hanno aderito allo standard e consentono di autenticarsi mediante l’accesso singolo.
Frai casi più interessanti e chiacchierati del web è sicuramente quello di Google e Facebook: autorizzando Facebook per l’OpenId di Google, accedendo a Gmail si potrà navigare in modo trasparente anche su FaceBook senza doversi autenticare di nuovo…
Ecco di seguito alcuni url di provider OpenID:
AOL
openid.aol.com/screenname
Blogger
blogname.blogspot.com
Fedoraproject
username.id.fedoraproject.org
Flickr
www.flickr.com/username
google.com/accounts/o8/id
LiveJournal
username.livejournal.com
MySpace
www.myspace.com/username
username.wordpress.com
Yahoo
me.yahoo.com/a
Buona navigazione a tutti.


