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	<title>Adamantio.net &#187; Microsoft</title>
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		<title>Google: bandito Microsoft Windows dall&#8217;azienda.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 20:39:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E così è fatta&#8230; Google ha bannato Windows dall&#8217;uso all&#8217;interno della sua azienda. Agli impiegati è stato consentito di scegliere fra Mac OS di Apple e Linux. Oltre 20000 licenze quindi non saranno rinnovate da Google per i prossimi anni. Google non nasconde inoltre in alcun modo la sua disapprovazione per gli eventi derivati dagli [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così è fatta&#8230; <a href="http://www.google.com/" class="kblinker" target="_blank" title="More about google &raquo;">Google</a> ha bannato <a href="http://windows.microsoft.com/it-it/windows/home" class="kblinker" title="More about windows &raquo;">Windows</a> dall&#8217;uso all&#8217;interno della sua azienda.<br />
Agli impiegati è stato consentito di scegliere fra <a href="http://www.apple.com/it/macosx/" class="kblinker" title="More about mac &raquo;">Mac</a> OS di Apple e <a href="http://www.kernel.org/" class="kblinker" title="More about linux &raquo;">Linux</a>.<br />
Oltre 20000 licenze quindi non saranno rinnovate da Google per i prossimi anni. <img src='http://www.adamantio.net/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Google non nasconde inoltre in alcun modo la sua disapprovazione per gli eventi derivati dagli elevati problemi di sicurezza di Microsoft Windows, specialmente dopo il recente <a href="http://www.google.it/search?q=attacco+cinese+google&amp;hl=it&amp;prmd=n&amp;source=univ&amp;tbs=nws:1&amp;tbo=u&amp;ei=_VUNTKqPDImM_AbwzPXSDw&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;ct=title&amp;resnum=4&amp;ved=0CC4QsQQwAw">attacco cinese</a>&#8230;</p>
<p>Per saperne di piu:<br />
<a href="http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/g/a/2010/05/31/businessinsider-henry-blodget-google-dumping-microsoft-windows-company-wide-blames-windows-for-china-hacking-attack-2010-5.DTL">http://www.sfgate.com</a></p>
<p><a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=google+bandito+windows&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;oq=&amp;gs_rfai=">Google bandito windows</a></p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/bill_gates.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-827" title="bill_gates" src="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/bill_gates.jpg" alt="" width="295" height="226" /></a></p>
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		<title>Is Steve Jobs evil or a saint?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 10:18:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In un articolo su una nota rivista online viene riportata una conversazione fra Steve Jobs ed uno sviluppatore concernente le recenti restrizioni di licenza imposte all&#8217;iPhone SDK E&#8217; un argomento molto caldo in questi giorni, quello delle nuove clausole di restrizione dei termini d&#8217;uso imposte all&#8217;SDK 3.3.1 del nuovo iPhone. Nella fattispecie viene proibito agli [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un articolo su una nota rivista online viene riportata una conversazione fra Steve Jobs ed uno sviluppatore concernente le recenti restrizioni di licenza imposte all&#8217;iPhone SDK</p>
<p>E&#8217; un argomento molto caldo in questi giorni, quello delle nuove clausole di restrizione dei termini d&#8217;uso imposte all&#8217;SDK 3.3.1 del nuovo iPhone. Nella fattispecie viene proibito agli sviluppatori di utilizzare qualsiasi strumento di sviluppo &#8220;cross platform&#8221;, di terze parti, per la creazione di applicazioni (come Flash CS5 ad esempio).</p>
<p>Tutto questo affonda le sue ragioni nel fatto che Steve, desidera vietare allo sviluppatore, di presentare la medesima applicazione su più piattaforme, al fine di differenziare i prodotti con la &#8220;mela&#8221; da quelli con la &#8220;finestra&#8221; o con il &#8220;pinguino&#8221;.</p>
<p>Questo ragionamento, che lede la tasca dello sviluppatore, è finalizzato all&#8217;innesco di un &#8220;circuito di dipendenza&#8221; per il consumatore.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo di Steve è provocare nel consumatore la convinzione che gli elementi &#8220;correlabili&#8221; all&#8217;offerta Apple, possono essere individuati esclusivamente in altri prodotti con la mela, escludendo dal gioco la concorrenza ed assicurandosi la vendita dei propri prodotti.</p>
<p>Ovviamente il gioco riesce solo se il processo di esclusività parte dallo sviluppo.</p>
<p>Rendere quindi improduttiva e dispendiosa la ricompilazione o il transito di piattaforma di interfacce codici e quant&#8217;altro correlato, allo sviluppatore; porta quindi l&#8217;intera piattaforma verso un percorso di &#8220;necessaria&#8221; originalità, il tanto agognato isolamento per il raggiungimento dello scopo finale &#8220;<em>non avrai altra piattaforma all&#8217;infuori della mia&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p>Steve concede agli sviluppatori una semplice scelta: faticare il doppio o allinearsi alle sue regole e cercare di dedicarsi completamente alla sua piattaforma.</p>
<p>Credo che uno sviluppatore Apple in questo momento potrebbe sentirsi così:</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Xcaxlxgnvf0?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Xcaxlxgnvf0?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&#8220;the prisoner&#8221;</p>
<p>Mentre lui, agli occhi di un consumatore apparirà come un santo, un tedoforo della tecnologia, ed agli occhi dei suoi colleghi manager un drago.</p>
<p>Sta roba non fa per me&#8230; viva il sorgente aperto(!), viva la possibilità di scelta(!), viva il modelo Open Source con il suo concetto del &#8220;<strong>pago perchè ho scelto di farlo, non perchè sono stato costretto!</strong>&#8221;</p>
<p>Rif: <a href="http://www.engadget.com/2010/04/10/steve-jobs-responds-to-complaint-about-new-development-tool-rest/">Steve Jobs risponde agli sviluppatori</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Microsoft Office 2010 non salva documenti ISO</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/04/04/microsoft-office-2010-non-salva-documenti-iso/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 05:29:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alex Brown sul suo blog fa il punto della situazione sullo standard ISO/IEC 29500, tanto caldamente voluto da Microsoft, concernente la definizione del formato documentale degli applicativi per ufficio. Prima del ballottaggio di approvazione di ISO, il vice presidente della Microsoft Chris Capossela, scrive una lettera aperta (http://www.microsoft.com/interop/letters/ChrisCapOpenLetter.mspx)descrivendo quali benefici effetti e garanzie per gli utenti [...]
Nessun articolo correlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alex Brown sul suo blog fa il punto della situazione sullo standard ISO/IEC 29500, tanto caldamente voluto da Microsoft, concernente la definizione del formato documentale degli applicativi per ufficio.</p>
<p>Prima del ballottaggio di approvazione di ISO, il vice <a href="http://www.quirinale.it/" class="kblinker" title="More about presidente &raquo;">presidente</a> della Microsoft Chris Capossela, scrive una lettera aperta (http://www.microsoft.com/interop/letters/ChrisCapOpenLetter.mspx)descrivendo quali benefici effetti e garanzie per gli utenti si possano avere se venisse approvato il formato di Microsoft come standard, ma a due anni dalla sua approvazione, qual&#8217;é lo stato dei fatti?</p>
<p>Nel 2008 la casa di Redmond propone un formato ooxml che <a href="http://www.iso.org/iso/pressrelease.htm?refid=Ref1070">non supera l&#8217;approvazione del comitato ISO</a>. In soldoni, nel ballottaggio successivo, questo formato (respinto ma già adottato dalla suite office 2007), verrà classificato come transizionale, in attesa che il <a href="http://www.iso.org/iso/pressrelease.htm?refid=Ref1123">formato approvato</a> definito con l&#8217;appellativo &#8220;strict&#8221; venga adottato.</p>
<p>Con l&#8217;uscita di office 2010 la situazione è immutata, i file salvati, non passano i controlli di validazione &#8220;strict&#8221;. Pertanto ancora oggi, il <strong>formato ISO/IEC 29500 rimane uno standard non adottato da nessuna(!) suite software</strong>&#8230; e la <strong>suite &#8220;Microsoft office&#8221; continuando a salvare i documenti in un formato considerato transizionale e fuori standard</strong> rende i documenti non adatti ad essere trattati in modo appropriato (archiviazione, diffusione etc&#8230;).</p>
<p>Alex Brown si aspetta un azione da parte di Microsoft, per sanare tutto ciò. Prima di decretare il fallimento dello standard 29500. Ma io mi chiedo: &#8220;esiste alternativa?&#8221;</p>
<p>La risposta è scontata, l&#8217;alternativa esiste, ed aspetta solo noi per essere adottata. Parlo ovviamente del formato open document <strong>odf</strong> <a href="http://www.openoffice.org/press/iso_pr.html">ISO/IEC 26300</a> che utilizzato da suite open source come OpenOffice.org ed altre, ci da la garanzia di aderenza agli standard internazionali e la portabilità dei contenuti.</p>
<p>Riferimenti: <a href="http://www.adjb.net/post/Microsoft-Fails-the-Standards-Test.aspx">Alex Brown blog article</a></p>
<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Windows &#8211; Linux : Vantaggi e svantaggi di &#8220;seconda intenzione&#8221;</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/03/10/windows-linux-vantaggi-e-svantaggi-di-seconda-intenzione/</link>
		<comments>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/03/10/windows-linux-vantaggi-e-svantaggi-di-seconda-intenzione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 03:37:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Durante la rassegna quotidiana ho potuto riflettere su quanto la libert&#224; possa nuocere a Microsoft ed ai propri utenti. Ho letto alcune interessanti notizie concernenti un adeguamento che Microsoft ha dovuto adottare per non incorrere in ulteriori sanzioni antitrust; oltre a queste, mi sono imbattuto anche in un paio di articoli che invece trattavano di [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la rassegna quotidiana ho potuto riflettere su quanto la libert&#224; possa nuocere a Microsoft ed ai propri utenti. Ho letto alcune interessanti notizie concernenti un adeguamento che Microsoft ha dovuto adottare per non incorrere in ulteriori sanzioni antitrust; oltre a queste, mi sono imbattuto anche in un paio di articoli che invece trattavano di software per aggiornare il sistema.<br />
L&#8217;adeguamento di cui scrivevo riguarda il nuovo &#8220;ballot screen&#8221; che si presenta agli utenti della CE per la scelta del browser predefinito per il sistema su <a href="http://windows.microsoft.com/it-it/windows/home" class="kblinker" title="More about windows &raquo;">Windows</a> 7.<br />
E&#8217; interessante vedere come questa schermata imponga all&#8217;utente una scelta che per certi versi pu&#242; andare oltre le sue capacit&#224; tecniche o conoscenza (Come? Tutti i browser sono uguali? Allora perch&#232; saremmo giunti a queste condizioni? Come? non sapete le differenze? Allora &#232; come avevo detto io, non siete in grado di fare la scelta giusta!).<br />
Per la scelta dei browser (ma anche di tutti gli altri software), usufruire delle scelte predefinite della casa madre del sostema operativo, per gli utenti <a href="http://www.kernel.org/" class="kblinker" title="More about linux &raquo;">Linux</a>, &#233; una procedura consolidata.<br />
Ad esempio su <a href="http://www.fedoraproject.org/" class="kblinker" title="More about fedora &raquo;">Fedora</a> o <a href="http://www.redhat.com/rhel/" class="kblinker" title="More about rhel &raquo;">RHEL</a> &#232; Firefox. Tale scelta nonostante escluda decine di altri browser, non ne lede i diritti, non si impone come una scelta insindacabile, &#232; dettata da un rapporto di fiducia fra la comunit&#224; che distribuisce il sistema operativo e la comunit&#224; dell&#8217;applicativo di navigazione, e soprattutto, ne fa per l&#8217;utente una scelta sostenibile, come impegno per la manutenzione ed una garanzia di protezione.<br />
Per Windows invece, anche se fare scelte errate fa parte del libero arbitrio, indurre all&#8217;uso della roulette russa potrebbe risultare fastidioso o sgradito, ma andiamo avanti&#8230;<br />
(N.B. A mio parere la soluzione ideale per l&#8217;antitrust sarebbe stata quella di proibire che un azienda di sistemi operativi potesse produrre contemporaneamente, imponendolo, un browser, una suite per ufficio, una suite antivirus, etc&#8230;).<br />
Un secondo articolo pone in evidenza come un utente Windows, debba conoscere in media, 22 &#8220;programmi di aggiornamento&#8221; del sistema e delle proprie applicazioni. Nel vano tentativo di diminuire i rischi di sicurezza mantenendo il proprio sistema aggiornato, si evidenzia come sia costretto ad eseguire almeno un aggiornamento ogni 5 giorni&#8230;<br />
Questo meccanismo mi fa pensare che in Windows l&#8217;utente sia schiavo del proprio computer&#8230; perch&#232; dovrei conoscere le procedure di aggiornamento del sistema operativo e di ogni singolo applicativo di terze parti?<br />
Fa riflettere quanto sia raffinato un sistema operativo come Linux dove utilit&#224; come &#8220;yum&#8221; o &#8220;apt&#8221; sono preconfigurate e si preoccupano di aggiornare qualsiasi componente a prescindere dal produttore.<br />
Avere pi&#249; tempo per se, e per i propri interessi, non vuol dire forse essere realmente pi&#249; liberi?<br />
Passare pi&#249; tempo di qualit&#224; sul proprio pc non rende l&#8217;utente potenzialmente pi&#249; creativo?</p>
<p>Rif.: <a href="http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&#038;cod=12014">es. Art. Microsoft aggiorna il Ballot Screen.</a><br />
<a href="http://secunia.com/gfx/pdf/Secunia_RSA_Software_Portfolio_Security_Exposure.pdf">Microsoft e gli aggiornamenti&#8230;</a></p>
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