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Tag: Educazione

Open source nella Pubblica Amministrazione: perché si! – Wired.it

by on dic.06, 2010, under Opinioni, Twitter

Flavia Marzano su Wired.it espone il suo punto di vista sul software Open Source nella Pubblica Amministrazione: Condivido al 100%!

A chi mi dice che oggi è assurdo parlare ancora di software libero nella Pubblica Amministrazione rispondo con solo alcuni argomenti veloci veloci.

Se la Pubblica Amministrazione, acquisendo software, fosse sempre consapevole di dover garantire a sé stessa e ai suoi cittadini:

- Pluralismo e concorrenza
- Sicurezza dei dati
- Integrazione con il software in uso
- Continuità (dei dati e non solo… la cosiddetta business continuity)
- Interoperabilità tra applicativi
- Disponibilita’ del codice sorgente (almeno per ispezioni e tracciabilità)
- Proprietà delle strutture dei dati
- Proprietà del software custom (come richiesto dall’art. 69 del Codice dell’Amministrazione Digitale)
- Un migliore rapporto prezzo/prestazioni
- Garanzia di standard aperti (almeno dei dati)
- Assenza di lock-in
- Trasparenza
- Facilità d’uso
- Garanzie del rispetto della privacy
- Accessibilità (anche ai sensi della Legge 4/2004)
- diversità (any browser ad es.)

Dicevo, quando tutte queste cose saranno garantite potrò anche rassegnarmi al fatto che la Pubblica Amministrazione compri licenze chiuse, per ora sono qui…


This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

viaOpen source nella Pubblica Amministrazione: perché si! – Wired.it.

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Open source dei software: la legge lo prescrive. La pratica lo blocca.

by on nov.12, 2010, under Linux, Opinioni, Twitter

Open Source: Le grandi società rivenditrici di hardware o SO ed applicazioni closed source sono costrette a sostenerlo forse perché ritengono sia un modo per controllarlo, o forse per una questione di ritorno d’immagine… ma poi, cercano di non perdere le proprie quote di mercato a qualsiasi costo… e puntualmente lo soffocano sui grandi contratti.
Questa è la realtà, le aziende usano minacce velate di mancato supporto per evitare la sua diffusione e le PA che non possono accollarsi il rischio di fallire, impelagate in progetti mission critical, tendono a mantenere le tecnologie proprietarie anche in barba alla legge… questo è il gioco dei “partner non partner” che aziende come RedHat, Canonical, e le varie organizzazioni libere subiscono quotidianamente…

Fermezza è quel che ci vuole per affermare la diffusione dell’Open Source e la legalita: Open source dei software: la legge lo prescrive. La pratica lo blocca – Corriere della Sera.

Fermezza è ciò che manca…

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Google App Inventor per Android

by on lug.12, 2010, under Android, Linux, Opinioni, Twitter, Web

Google fa crescere bene il suo sistema operativo mobile (in crescita costante sul mercato americano), e dopo aver centrato il bersaglio con la recente versione 2.2 di Android (Froyo) entusiasticamente accolta dalla comunità Open Source che ha colmato molto rapidamente il divario con l’hardware non supportato, si prepara a rilasciare un altra killer application per portare il sistema operativo con il robottino verso l’empireo.

Google desidera fornire agli utenti non programmatori, gli strumenti per crearsi l’applicazione che desiderano.

Lo strumento visuale che avrà l’onore o onere di materializzare la creazione dell’utente sarà principalmente un’applicazione web.

L’applicativo semplificherà l’accesso ai sensori del telefono, al gps, alla camera etc… consentendoci di creare giochi, strumenti collaborativi, informativi, e quant’altro possiamo immaginare.

I requisiti di preparazione richiesti allo sviluppatore sono pochi, rendendo non necessarie capacità da programmatore.  Il team di App Inventor ha creato blocchi per ogni cosa è possibile fare con un telefono Android, blocchi per fare tutte le attività di “programmazione”, blocchi per immagazzinare informazioni, blocchi per ripetere azioni, e blocchi per fare azioni in determinate condizioni. Ci sono persino blocchi per comunicare con servizi come Twitter.

Adesso capisco qual’era la necessità di installare in Froyo un compilatore JIT.

Volete saperne di più?

http://appinventor.googlelabs.com

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