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	<title>Adamantio.net &#187; Educazione</title>
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		<title>Avviso per le traduzioni</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2011/03/26/avviso-per-le-traduzioni/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 08:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parte VI: Appendice]]></category>
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		<description><![CDATA[Il seguente avviso di Erik Hoy che ha tradotto Google Guide in Danese, bibliotek.kk.dk/soeg_bestil_forny/googleguide. Prima di tradurre qualsiasi cosa, leggi la Google Guide come se fossi un novizio. Controlla tutti gli esempi sulla versione di Google nella tua lingua. Alcune caratteristiche funzionano solo con la versione degli Stati Uniti ed altre caratteristiche funzionano in modo differente [...]
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<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2011/03/10/inviare-suggerimenti/' rel='bookmark' title='Inviare suggerimenti'>Inviare suggerimenti</a></li>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il seguente avviso di Erik Hoy che ha tradotto <a href="http://www.google.com/" class="kblinker" target="_blank" title="More about google &raquo;">Google</a> Guide in Danese, <a href="http://bibliotek.kk.dk/node/763" target="_blank">bibliotek.kk.dk/soeg_bestil_forny/googleguide</a>.</p>
<ul>
<li>Prima di tradurre qualsiasi cosa, leggi la Google Guide come se fossi un novizio.</li>
<li>Controlla tutti gli esempi sulla versione di Google nella tua lingua. Alcune caratteristiche funzionano solo con la versione degli Stati Uniti ed altre caratteristiche funzionano in modo differente da quelle degli Stati Uniti. Ad esempio, le ricerche con gli accenti hanno molte più corrispondenze su Google.dk (la veriosne Danish di Google) che sulla versione Inglese (Google.com)</li>
<li>Localizza i tuoi esempi. Gli esempi nella Google Guide sono intesi per coloro che parlano Inglese. Cambia gli esempi per farli calzare meglio ai tuoi visitatori.</li>
<li>Considera la separazione fra “necessario sapere” e “simpatico sapere.” Quando ho fatto la versione danese di Google Guide, Ho prima descritto cosa gli utenti avevano bisogno di sapere e perché. Nella versione danese, cosa è simpatico sapere, appare nella sezione intitolata “Capire, ” es., “Capire la ricerca nelle Notizie,” “Capire la ricerca nelle Immagini,” “Capire Google.”</li>
<li>Nonostante la Google Guide sia focalizzata esclusivamente su Google, ci sono grandi caratteristiche anche in altri motori di ricerca, es., Yahoo per la ricerca di notizie (almeno in Scandinavia) e Teoma per il clustering. Nella tua traduzione, menziona le superiori caratteristiche presenti negli altri motori di ricerca. E&#8217; sperabile che Google presto offrirà comparabili o anche migliori capacità.</li>
<li>Seleziona esempi che non invecchiano.</li>
<li>Poiché il web e gli algoritmi di Google e le sue caratteristiche si evolvono costantemente e Google non pubblicizza tutte le sue migliorie, mantieni aggiornate le nuove caratteristiche e capacità leggendo Blogs e siti web scritti da esperti dei motori di ricerca, come <a href="http://researchbuzz.com/" target="_blank">Research Buzz</a> di Tara Calishain, <a href="http://resourceshelf.freepint.com/" target="_blank">Resource Shelf</a> di Gary Price, e <a href="http://searchenginewatch.com/" target="_blank">Search Engine Watch</a>.</li>
</ul>
<h4>Web Mastering</h4>
<ul>
<li>Se non hai software per catturare le schermate, considera l&#8217;uso di Gimp. E&#8217; gratuito e facile da usare.</li>
<li>Considera l&#8217;inclusione di menu di navigazione sia al lato sinistro che destro della pagina. Io uso menu a sinistra per mantenere una panoramica e il menu a destra per la navigazione e le cose “divertenti”, inclusi i link di aiuto, spiegazioni, e definizioni di dizionario.</li>
<li>Crea un elenco degli esempi differenti dei link ai risultati di ricerca che hai usato nella guida, in modo simile ai links inclusi in <a title="Linking to Search Results" href="http://www.googleguide.com/linking.html">Collegamenti ai risultati di ricerca</a>. E&#8217; più facile copiare un link che crearlo. Ci sono molti <a title="Examples of Links to Search Results " href="http://www.googleguide.com/example_links.html">esempi</a> e potresti dimenticare come crearli.</li>
</ul>
<h4>Dopo aver tradotto la Google Guide</h4>
<ul>
<li>Incoraggia i tuoi colleghi ed amici a revisionare la guida per trovare errori ed a dare suggerimenti per migliorarne la leggibilità e l&#8217;accuratezza. Crea una pagina di avviso con i nomi delle persone che ti hanno aiutato.</li>
<li>Fa controllare ai novizi se la guida è comprensibile ai nuovi utenti Google. Se non seguono quello che dici, neanche altri lo faranno.</li>
<li>Pubblicizza la guida. Prepara un annuncio per la stampa, menzionala nei tuoi siti web, comunicalo a siti di libri ed altri siti orientati a Google.</li>
</ul>
<p>Se ci <a href="http://www.googleguide.com/contact/">parlerai della tua traduzione</a>, potremo aggiungere un link su <a href="http://www.googleguide.com/">home page di googleguide.com</a> alla tua traduzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Analisi retrospettiva del Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 19:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011 (Suppl. Ordinario n.8) è stato pubblicato il decreto legislativo pertinente le modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, meglio noto come &#8220;Codice dell&#8217;amministrazione digitale&#8221; L&#8217;entrata in vigore del provvedimento sarà il 25 gennaio 2011. Avendo già pubblicato qui sul mio blog l&#8217;intero [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011  (Suppl. Ordinario n.8) è stato pubblicato il decreto legislativo pertinente le <strong>modifiche ed integrazioni</strong> al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, meglio noto come &#8220;<em>Codice dell&#8217;amministrazione digitale</em>&#8221;<br />
L&#8217;entrata in vigore del provvedimento sarà il 25 gennaio 2011.<br />
Avendo già pubblicato qui sul mio blog l&#8217;intero codice per averne rapida ed efficace consultazione, sia sequenziale che indicizzata e poter usufruire anche del sistema di correlazione automatica degli articoli, ho pensato di aggiornarlo con le modifiche ed integrazioni fornite dal nuovo decreto legislativo.<br />
Durante il lavoro di adeguamento ho ritenuto che mantenere <strong>anche</strong> la vecchia versione del CDA potesse meglio consentire al ricercatore di verificare in modo facilmente intellegibile non solo la variazione delle formule e dei contenuti, ma anche discernere meglio quali progressi e quali intenzioni ed obbiettivi si prefiggono i legislatori.<br />
Buona fruizione.</p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/category/lex/cod-amm-dig/">Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale con le modifiche e le integrazioni introdotte dal D.Lgs del 30 dicembre 2010 n. 235.</a></p>
<p>n.b.<br />
Usate le <strong>categorie</strong> presenti nel menu a tendina in fondo al sito per navigare fra i <strong>Capi</strong> e le <strong>Sezioni</strong> del Codice.<br />
Usate i link <strong>&#8220;« older entries&#8221;</strong> in fondo alla pagina per navigare in modo seriale fra gli articoli.<br />
Usate il motore di ricerca in fondo alla pagina o quello sulla destra &#8220;Ricerca personalizzata <a href="http://www.google.com/" class="kblinker" target="_blank" title="More about google &raquo;">google</a>&#8221; per cercare lemmi o contenuti specifici.</p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/emblema180x108.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1062" title="emblema180x108" src="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/emblema180x108.gif" alt="" width="180" height="108" /></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tweettare o non tweettare: Come le compagnie frenano i social media</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2011/01/06/tweettare-o-non-tweettare-come-le-compagnie-frenano-i-social-media/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 15:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I social media come Facebook, Twitter, o LinkedIn danno la possibilità a gente ordinaria di trasmettere la propria voce a livello internazionale dal vivo in tempo reale. Non ci si meraviglia che le compagnie siano preoccupate del danno potenziale ai loro marchi o reputazione, provenienti dai tweet di un impiegato difficile da controllare, e mi [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I social media come Facebook, Twitter, o LinkedIn danno la possibilità a gente ordinaria di trasmettere la propria voce a livello internazionale dal vivo in tempo reale. Non ci si meraviglia che le compagnie siano preoccupate del danno potenziale ai loro marchi o reputazione, provenienti dai tweet di un impiegato difficile da controllare, e mi dicono che molti agenti di celebrità hanno considerato l&#8217;adozione di una clausola “non bere e non tweettare” nel contratto. Diamo uno sguardo a come alcune compagnie stanno scrivendo (e riscrivendo) le loro policy sui social media per arginare i rischi a che devono fronteggiare.</p>
<p><strong>L&#8217;approccio del &#8220;pugno di ferro&#8221;</strong></p>
<p>Al primo posto c&#8217;è il modo alla “Nellie il nervoso”, per gestire l&#8217;uso dei social media da parte degli impiegati, spesso preferito dai dipartimenti lagali, PR, e di marketing.</p>
<p>Il gigante di cosmetica a vendita diretta Mary Kay preferisce questo metodo per regolare le pratiche dei social media dei loro “consulenti indipendenti di bellezza” che vendono e reclutano per la compagnia, se questa <a href="http://www.pinktruth.com/index.php?option=com_kunena&#038;Itemid=215&#038;func=view&#038;catid=12&#038;id=113416#113425">politica sui social media</a> recentemente trapelata è indicativa:</p>
<blockquote><p>Quando si inviano aggiornamenti di stato su questi siti, il modo più facile per assicurare la compatibilità con i termini per il Consulente Indipendente di Bellezza Mary Kay, Direttore Commerciale e/o Accordo Nazionale del Direttore Commerciale è di utilizzare questi post approvati dalla Compagnia. Aggiorniamo le opzioni disponibili frequentemente, quindi assicuratevi di controllarle frequentemente.
</p></blockquote>
<p>Il problemone? I Tweet “approvati dalla compagnia” e gli aggiornamenti faranno pensare ai tuoi amici che la tua tastiera sia sotto il controllo di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lolcat">lolcat</a> spacciatore di cosmetici o di una Rete di Vendita per la casa:</p>
<blockquote><p>Devi giocare con questo nuovo superdivertente messaggio nella bottiglia. Ti permette di inviare un pensiero affettuoso a chiunque pensi ogni 2 giorni. Provalo! [Inserisci il tuo URL al Sito Web personale]
</p></blockquote>
<blockquote><p>Ho appena preso un profumo di cocco e lime. Mi ricorda un paradiso tropicale. Yum! Non trovi deliziosa questa succosa combinazione? [Inserisci il tuo URL al Sito Web personale]</p></blockquote>
<p>Ho bisogno di più di qualche bevanda ai frutti spinosi se questi messaggi cominciano a scorrere nel mio feed Twitter.</p>
<p><strong>L&#8217;approccio alla &#8220;Grande Fratello&#8221;</strong></p>
<p>Quando le compagnie provano a controllare il social networking del dopo lavoro degli impiegati, le cose diventano appiccicose. La <a href="http://www.wired.com/images_blogs/threatlevel/2009/06/apsocialnetworkingpolicy.pdf">politica dei social media di Associated Press</a> suggerisce che gli impiegati possano essere responsabili per qualsiasi contenuto inviato da altri sulle proprie bacheche o profili che violino le specifiche di AP. (Anche le serie di virgole?) Ancora peggio è la restrizione su ciò che gli impiegati fanno con i loro account personali, richiedendo di “evitare di includere affiliazioni politiche nei loro profili ed evitare di fare qualsiasi post che esprima punti di vista politici o prenda posizioni in situazioni controverse.”</p>
<p>Tutto questo non è solo per i giornalisti. La policy prescinde dal menzionare che essa è applicata a tutti gli impiegati della AP, sia che lavorino per la contabilità che per la redazione. Ad ogni modo, come nascondere il proprio orientamento politico online rende i rapporti più equilibrati?</p>
<p><strong>L&#8217;approccio del &#8220;gentitore preoccupato&#8221;</strong></p>
<p>Le linee guida sui social media delle Forze Aeree degli Stati Uniti leggono come la madre di un soldato il manoscritto prima della pubblicazione:</p>
<blockquote><p>Se si usa un media visuale, non lasciate che il messaggio sia offuscato, poiché l&#8217;attenzione dell&#8217;osservatore è attirata dall&#8217;uniforme indossata impropriamente o da qualcosa che accade sullo sfondo.<br />
I video che attirano l&#8217;attenzione diffusa, o divengono caratteristiche “virali,” acrobazie che sfidano la morte o atti che sono considerati “estremi” in natura. Non lasciate che il desiderio di inviare un messaggio comprometta la considerazione per la sicurezza.”
</p></blockquote>
<p>La policy include una gran quantità di normali avvisi sui social media, ma qualcosa mi dice che ci sono una o due importanti storie dietro a cose strane.</p>
<p><strong>L&#8217;approccio del &#8220;bacio&#8221;</strong></p>
<p>Alcune compagnie, come <a href="http://socialmediagovernance.com/MSFT_Social_Media_Policy.pdf">Microsoft</a> e Zappos, lasciano semplici le loro linee guida sui social media. Temi comuni per queste politiche sono “siate intelligenti” e “ricordatevi delle carte che avete firmato quando siete stati assunti.” Zappos aggiunge nell&#8217;aggiornamento professionale dei propri impiegati l&#8217;uso e le best practices dei social media.</p>
<p>Fiducia e responsabilità sono i temi che soggiacciono in questo approccio.</p>
<p><strong>L&#8217;approccio del &#8220;conduttore&#8221;</strong></p>
<p>La Coca-Cola Company propone una serie di aspettative e ricorda ai suoi impiegati la non negoziabilità. Quindi si <a href="http://www.thecoca-colacompany.com/socialmedia/">siede dietro e li lascia guidare</a>, incoraggiandoli ad essere partecipanti attivi nel monitorare le conversazioni che si sviluppano attorno al marchio Coca-Cola:</p>
<blockquote><p>La compagnia incoraggia tutti i suoi associati ad esplorare e partecipare alle comunità dei social media ad un livello che ritengono agevole. Divertirsi, ma essere intelligenti. Il miglior avvertimento è di approcciare ai mondi online allo stesso modo con cui approcciamo a quello fisico &#8212; usando giudizio e comune buon senso, aderendo ai valori della compagnia e seguendo il codice di condotta aziendale e tutte le altre politiche applicabili.
</p></blockquote>
<p><strong>Non temete i tweeters</strong></p>
<p>Ecco la motivazione per cui non si debbono tirare troppo le redini ai social media: potreste aver trovato la vostra <a href="http://opensource.com/business/10/6/how-find-communitys-cheeseheads-when-they-arent-wearing-foam-hats">cheeseheads</a>. Un <a href="http://adage.com/digitalnext/post?article_id=147238">recente studio</a> ha trovato che il 48% degli impiegati che tweettano e hanno un profilo su Facebook raccomandano fortemente i prodotti ed i servizi della propria azienda, che corrisponde a circa il doppio della media dei lavoratori conosciuti.</p>
<p>Con i rischi che coinvolgono qualsiasi impiegato che parla della compagnia al mondo, è facile comprendere la paura e la prudenza in alcune politiche sui social media. Ma ad essere oltremodo restrittivi, si rischia di alienare gli impiegati e perdere la loro lealtà. Un segnale che indichi che la vostra policy potrebbe necessitare di una revisione? Proibite agli impiegati di parlare al pubblico.</p>
<p>Applicate una policy flessibile, ed intelligente che sia basata sulla fiducia, educazione, e la responsabilizzazione. Quindi provate a a scrivere tutto in 140 caratteri.&#8221;</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="http://opensource.com/business/10/12/five-ways-companies-are-handling-social-media">http://opensource.com/business/10/12/five-ways-companies-are-handling-social-media</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Navigare anonimi con Tor e Google Chrome</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2011/01/01/navigare-anonimi-con-tor-e-chrome/</link>
		<comments>http://www.adamantio.net/wordpress/2011/01/01/navigare-anonimi-con-tor-e-chrome/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 21:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
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<p>Si parte dall&#8217;installazione di Tor e Polipo, come specificato nella documentazione ufficiale di Tor (<a href="https://www.torproject.org/index.html.en">negli step uno e due</a>), per poi andare ad installare l&#8217;estensione Proxy Switchy su Google Chrome e configurarla. Ecco la nostra tabella di marcia:</p>
<ol>
<li>installare tor e polipo via yum</li>
<li>modificare il file di configurazione di polipo ed avviare il servizio polipo</li>
<li>configurare un &#8220;tor button&#8221; sul nostro Google Chrome installando l&#8217;estensione ﻿Proxy Switchy, ed abilitarla per funzionare anche in modalità di &#8220;navigazione in incognito&#8221;</li>
<li>verificare se tutto sta funzionando</li>
</ol>
<p>1) Installiamo Tor e Polipo con il seguente comando</p>
<p><tt>[tombo@palantir ~]$ sudo yum install tor polipo</tt></p>
<p>Avviamo quindi il servizio tor con le impostazioni predefinite in questo modo</p>
<p><tt>[tombo@palantir ~]$ sudo /sbin/service tor start</tt></p>
<p>Infine eseguiamo una copia di backup del file di configurazione di polipo con</p>
<p><tt>[tombo@palantir ~]$ cp /etc/polipo/config /etc/polipo/config_originale</tt></p>
<p>2) Modifichiamo con vi (o il vostro editor di testi preferito) il file di configurazione di polipo:</p>
<p><tt>[tombo@palantir ~]$ sudo vi /etc/polipo/config</tt></p>
<p>e lo trasformiamo come segue:</p>

<div class="wp_codebox_msgheader wp_codebox_hide"><span class="right"><sup><a href="http://www.ericbess.com/ericblog/2008/03/03/wp-codebox/#examples" target="_blank" title="WP-CodeBox HowTo?"><span style="color: #99cc00">?</span></a></sup></span><span class="left"><a href="javascript:;" onclick="javascript:showCodeTxt('p1078code2'); return false;">Mostra codice</a> BASH</span><div class="codebox_clear"></div></div><div class="wp_codebox"><table><tr id="p10782"><td class="line_numbers"><pre>1
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</pre></td><td class="code" id="p1078code2"><pre class="bash" style="font-family:monospace;">﻿
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Sample configuration file for Polipo. -*-sh-*-</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># You should not need to use a configuration file; all configuration</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># variables have reasonable defaults.  If you want to use one, you</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># can copy this to /etc/polipo/config or to ~/.polipo and modify.</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># This file only contains some of the configuration variables; see the</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># list given by ``polipo -v'' and the manual for more.</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### Configuration from Fedora RPM</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### *****************************</span>
daemonise = <span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">true</span>
pidFile = <span style="color: #000000; font-weight: bold;">/</span>var<span style="color: #000000; font-weight: bold;">/</span>run<span style="color: #000000; font-weight: bold;">/</span>polipo<span style="color: #000000; font-weight: bold;">/</span>polipo.pid
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### Basic configuration</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### *******************</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment one of these if you want to allow remote clients to</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># connect:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># proxyAddress = &quot;::0&quot;        # both IPv4 and IPv6</span>
proxyAddress = <span style="color: #ff0000;">&quot;127.0.0.1&quot;</span>    <span style="color: #666666; font-style: italic;"># IPv4 only</span>
proxyPort = <span style="color: #000000;">8118</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># If you do that, you'll want to restrict the set of hosts allowed to</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># connect:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># allowedClients = &quot;127.0.0.1, 134.157.168.57&quot;</span>
allowedClients = <span style="color: #ff0000;">&quot;127.0.0.1&quot;</span>
allowedPorts = <span style="color: #000000;">1</span>-<span style="color: #000000;">65535</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want your Polipo to identify itself by</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># something else than the host name:</span>
&nbsp;
proxyName = <span style="color: #ff0000;">&quot;localhost&quot;</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if there's only one user using this instance of Polipo:</span>
&nbsp;
cacheIsShared = <span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">false</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to use a parent proxy:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># parentProxy = &quot;squid.example.org:3128&quot;</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to use a parent SOCKS proxy:</span>
&nbsp;
socksParentProxy = <span style="color: #ff0000;">&quot;localhost:9050&quot;</span>
socksProxyType = socks5
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### Memory</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### ******</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want Polipo to use a ridiculously small amount</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># of memory (a hundred C-64 worth or so):</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># chunkHighMark = 819200</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># objectHighMark = 128</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you've got plenty of memory:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># chunkHighMark = 50331648</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># objectHighMark = 16384</span>
&nbsp;
chunkHighMark = <span style="color: #000000;">67108864</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### On-disk data</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### ************</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to disable the on-disk cache:</span>
&nbsp;
diskCacheRoot = <span style="color: #ff0000;">&quot;&quot;</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to put the on-disk cache in a</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># non-standard location:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># diskCacheRoot = &quot;~/.polipo-cache/&quot;</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to disable the local web server:</span>
&nbsp;
localDocumentRoot = <span style="color: #ff0000;">&quot;&quot;</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to enable the pages under /polipo/index?</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># and /polipo/servers?.  This is a serious privacy leak if your proxy</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># is shared.</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># disableIndexing = false</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># disableServersList = false</span>
&nbsp;
disableLocalInterface = <span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">true</span>
disableConfiguration = <span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">true</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### Domain Name System</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### ******************</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to contact IPv4 hosts only (and make DNS</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># queries somewhat faster):</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># dnsQueryIPv6 = no</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want Polipo to prefer IPv4 to IPv6 for</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># double-stack hosts:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># dnsQueryIPv6 = reluctantly</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this to disable Polipo's DNS resolver and use the system's</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># default resolver instead.  If you do that, Polipo will freeze during</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># every DNS query:</span>
&nbsp;
dnsUseGethostbyname = <span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">yes</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### HTTP</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;">### ****</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to enable detection of proxy loops.</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># This will cause your hostname (or whatever you put into proxyName</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># above) to be included in every request:</span>
&nbsp;
disableVia = <span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">true</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to slightly reduce the amount of</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># information that you leak about yourself:</span>
&nbsp;
censoredHeaders = from, accept-language, x-pad, <span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">link</span>
censorReferer = maybe
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you're paranoid.  This will break a lot of sites,</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># though:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># censoredHeaders = set-cookie, cookie, cookie2, from, accept-language</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># censorReferer = true</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to use Poor Man's Multiplexing; increase</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># the sizes if you're on a fast line.  They should each amount to a few</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># seconds' worth of transfer; if pmmSize is small, you'll want</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># pmmFirstSize to be larger.</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Note that PMM is somewhat unreliable.</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># pmmFirstSize = 16384</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># pmmSize = 8192</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if your user-agent does something reasonable with</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Warning headers (most don't):</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># relaxTransparency = maybe</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you never want to revalidate instances for which</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># data is available (this is not a good idea):</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># relaxTransparency = yes</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you have no network:</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># proxyOffline = yes</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Uncomment this if you want to avoid revalidating instances with a</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># Vary header (this is not a good idea):</span>
&nbsp;
<span style="color: #666666; font-style: italic;"># mindlesslyCacheVary = true</span>
&nbsp;
maxConnectionAge = 5m
maxConnectionRequests = <span style="color: #000000;">120</span>
serverMaxSlots = <span style="color: #000000;">8</span>
serverSlots = <span style="color: #000000;">2</span>
tunnelAllowedPorts = <span style="color: #000000;">1</span>-<span style="color: #000000;">65535</span></pre></td></tr></table></div>

<p>Avviamo ora il servizio polipo con le nuove impostazioni in modo analogo a quanto fatto per tor</p>
<p><tt>[tombo@palantir ~]$ sudo /sbin/service polipo start</tt></p>
<p>3) Installiamo ora l&#8217;applicazione Proxy Switchy puntando sul <a href="https://chrome.google.com/extensions/detail/caehdcpeofiiigpdhbabniblemipncjj">seguente link</a>.<br />
Dopo l&#8217;installazione apparirà il pannello di configurazione che imposteremo e salveremo come segue:<br />
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img alt="" src="http://lh5.ggpht.com/_6T8UHOWMUoU/TR-QWYTgtxI/AAAAAAAAAOA/Cu-XUS_BlxE/s400/Switchy1.png" width="400" height="211" /><p class="wp-caption-text">Configurazione profilo Tor per estensione Proxy Switchy</p></div><br />
Sul pannello generale imposteremo quindi:<br />
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img alt="" src="http://lh4.ggpht.com/_6T8UHOWMUoU/TR-QWbC7W5I/AAAAAAAAAOE/stFyhzFMBIg/s400/Switchy2.png" width="400" height="182" /><p class="wp-caption-text">Configurazione generale per lo switching del profilo Tor</p></div><br />
Come ultima azione andiamo nel menu delle Impostazioni di Google Chrome -> Strumenti -> Estensioni ed impostiamo la nostra estensione per funzionare anche in modalità di &#8220;navigazione in incognito&#8221;.<br />
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img alt="" src="http://lh6.ggpht.com/_6T8UHOWMUoU/TR-Sb9rLoZI/AAAAAAAAAOg/eEaDAuaoZZA/s400/Switchy3.png" width="400" height="50" /><p class="wp-caption-text">Configurazione per abilitare l&#039;estensione in modalità di &quot;navigazione in incognito&quot;</p></div></p>
<p>4) Verifichiamo se funziona cliccando il <a href="https://check.torproject.org/?lang=it_IT">seguente link</a> dopo aver aperto una finestra di navigazione in incognito ed aver abilitato l&#8217;estensione cliccando sul pianetino che la rappresenta a fianco della barra degli indirizzi/ricerca.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di Tor non rende tracciabile la nostra navigazione a livello IP, ma i cookies si, per questo il browser va utilizzato nella modalità in incognito.</p>
<p>Ricordate comunque &#8220;Ogni soluzione genera nuovi problemi&#8221; (leggi di Murphy): la soluzione Tor non cifra il traffico fra voi ed il sito remoto (lo fa solo il protocollo https) perciò potrete comunque essere intercettati se usate un protocollo in chiaro; un nodo proxy della rete Tor configurato in modo malevolo potrebbe condurvi su un sito che non corrisponde a quanto da voi richiesto, e magari essere vettore di minacce (virus, java applets maliziose ed altro&#8230;). Prudenza quindi!</p>
<p>Buona navigazione!</p>
<p>Fonti e collegamenti:<br />
<small>L&#8217;uso dell&#8217;estensione Proxy Switchy è stato suggerito da brssnkl con un <a href="http://lifehacker.com/5614732/create-a-tor-button-in-chrome-for-on+demand-anonymous-browsing">articolo su lifehacker</a> rilasciato sotto licenza Creative Commons.</p>
<p>Questa è una pagina interessante: <a href="https://www.torproject.org/about/torusers.html.en">Chi usa Tor</a><br />
</small></p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
<p>Articoli correlati:<ol>
<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2011/07/12/rendere-google-semplice-con-i-google-tool/' rel='bookmark' title='Rendere google semplice con i google tools'>Rendere google semplice con i google tools</a></li>
<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2011/10/05/google-accounts/' rel='bookmark' title='Google Accounts'>Google Accounts</a></li>
<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2011/03/27/parco-giochi-della-tecnologia-google-labs/' rel='bookmark' title='Parco giochi della tecnologia: Google Labs'>Parco giochi della tecnologia: Google Labs</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Varato nuovo Codice Amministrazione Digitale</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/12/22/varato-nuovo-codice-amministrazione-digitale/</link>
		<comments>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/12/22/varato-nuovo-codice-amministrazione-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 18:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[e-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Privacy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adamantio.net/wordpress/?p=1061</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta, questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale (CAD)&#8221; Riferimento: http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/dicembre/22122010&#8212;approvazione-definitiva-nuovo-codice-dellamministrazione-digitale.aspx Articoli correlati: Codice dell&#8217;amministrazione digitale. 24. Firma digitale. 88. Norme transitorie per la firma digitale.
Articoli correlati:<ol>
<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2010/06/03/il-presidente-della-repubblica/' rel='bookmark' title='Codice dell&#8217;amministrazione digitale.'>Codice dell&#8217;amministrazione digitale.</a></li>
<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2010/06/03/24-firma-digitale/' rel='bookmark' title='24. Firma digitale.'>24. Firma digitale.</a></li>
<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2010/06/01/88-norme-transitorie-per-la-firma-digitale/' rel='bookmark' title='88. Norme transitorie per la firma digitale.'>88. Norme transitorie per la firma digitale.</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta, questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale (CAD)&#8221;</p>
<p>Riferimento:<br />
<a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/dicembre/22122010---approvazione-definitiva-nuovo-codice-dellamministrazione-digitale.aspx">http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/dicembre/22122010&#8212;approvazione-definitiva-nuovo-codice-dellamministrazione-digitale.aspx</a></p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/emblema180x108.gif"><img src="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/emblema180x108.gif" alt="" title="emblema180x108" width="180" height="108" class="alignnone size-full wp-image-1062" /></a></p>
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<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2010/06/03/24-firma-digitale/' rel='bookmark' title='24. Firma digitale.'>24. Firma digitale.</a></li>
<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2010/06/01/88-norme-transitorie-per-la-firma-digitale/' rel='bookmark' title='88. Norme transitorie per la firma digitale.'>88. Norme transitorie per la firma digitale.</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/12/22/varato-nuovo-codice-amministrazione-digitale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;European Interoperability Framework supporta l&#8217;Open Source</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/12/19/european-interoperability-framework-supporta-open-source/</link>
		<comments>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/12/19/european-interoperability-framework-supporta-open-source/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 21:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<description><![CDATA[Riconoscendo il ruolo innovativo dell&#8217;open source e degli standard aperti per l&#8217;innovazione, la Commissione Europea in data 16 Dicembre 2010 ha rilasciato il tanto atteso “European Interoperability Framework.” Questa politica ufficiale per le pubbliche amministrazioni europee è il primo aggiornamento al Framework originale del 2004, ed è stato adottato: Per promuovere e sostenere la distribuzione [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riconoscendo il ruolo innovativo dell&#8217;open source e degli standard aperti per l&#8217;innovazione, la Commissione Europea in data 16 Dicembre 2010 ha rilasciato il tanto atteso “European Interoperability Framework.” Questa politica ufficiale per le pubbliche amministrazioni europee è il primo aggiornamento al Framework originale del 2004, ed è stato adottato:</p>
<ul>
<li>Per promuovere e sostenere la distribuzione dei servizi pubblici europei, favorendo l&#8217;interoperabilità transnazionale ed intersettoriale;</li>
<li>Per orientare le pubbliche amministrazioni nel loro lavoro al fine di fornire servizi pubblici europei ad imprese e cittadini; e</li>
<li>Per integrare e legare assieme i vari National Interoperability Frameworks (NIFs) a livello europeo.</li>
</ul>
<p>L&#8217;EIF è più di un semplice tipico documento di un ente governativo. E&#8217; il risultato di uno sforzo pluriennale, di molteplici <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stakeholder" class="kblinker" title="More about stakeholders &raquo;">stakeholders</a> che si prefiggono di spostare il paradigma per l&#8217;implementazione dell&#8217;IT nel settore pubblico. Piuttosto, l&#8217;EIF dovrebbe essere preso in considerazione quando i governi prendono decisioni sui pubblici servizi europei che sostengono l&#8217;implementazione delle iniziative politiche EU… e dovrebbe anche essere preso in considerazione quando si implementano pubblici servizi che in futuro possono essere riutilizzati come parte di pubblici servizi europei.</p>
<p>La Commissione si è presa le sue responsabilità nel considerare seriamente gli interessi sia delle comunità open source che proprietarie e, nonostante non sia perfetta, ha cercato un compromesso praticabile in buona fede. Il commissario Neelie Kroes e l&#8217;intera Commissione sono da lodare per l&#8217;adozione di questa politica e la loro fermezza contro le intense pressioni, al fine di eliminare del tutto le raccomandazioni in favore delle tecnologie aperte.</p>
<p>Un tema centrale dell&#8217;EIF è il basilare principio di <strong>Apertura</strong> (Sec. 2.10) dove si sostiene che le persone, le organizzazioni o altri membri di una comunità di interessi, condividono la conoscenza e stimolano il dibattito dentro la comunità, l&#8217;obbiettivo finale sarà di far progredire la conoscenza e l&#8217;uso di questa conoscenza per risolvere i problemi. La Commissione Europea riconosce che le tecnologie aperte sono la chiave per raggiungere l&#8217;interoperabilità, e perciò la consigliano, asserendo che le pubbliche amministrazioni Europee dovrebbero puntare all&#8217;apertura, inclusa l&#8217;applicazione del principio di apertura quando si uniscono nello sviluppo di sistemi software personalizzati, affinché le pubbliche amministrazioni europee generino risultati che possano essere interconnessi, riutilizzati e condivisi, e che migliorino anche l&#8217;efficienza.</p>
<p>Ritraendo un altra lezione dalla comunità open source, l&#8217;EIF stabilisce inoltre principio base della <strong>Riusabilità</strong> (Sec. 2.11) dove si sostiene che le pubbliche amministrazioni devono voler condividere con gli altri le loro soluzioni, concetti, frameworks, specifiche, strumenti e componenti, incluso l&#8217;uso di piattaforme collaborative, strumenti, specifiche e componenti.</p>
<p>L&#8217;elemento chiave dell&#8217;EIF – piuttosto, la determinazione del suo successo o fallimento – dipenderà da come, la sua enfasi sull&#8217;uso delle “specifiche aperte” o standard aperti, sarà implementato nella pratica. I governi europei sono chiamati a <strong>preferire</strong> specifiche aperte, tenendo in debito conto la copertura delle esigenze funzionali, maturità e supporto del mercato quando si creano servizi pubblici. In accordo con l&#8217;EIF, gli standard che implementano meglio gli obbiettivi dell&#8217;EIF sono aperti quando corrispondono ai seguenti criteri:</p>
<ul>
<li>Gli stakeholders hanno la stessa possibilità di contribuire nello sviluppo delle specifiche e la pubblica revisione è parte del processo decisionale;</li>
<li>Le specifiche sono disponibili per lo studio per chiunque;</li>
<li>I diritti di proprietà intellettuale relativi alle specifiche sono licenziati come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/FRAND" class="kblinker" title="More about FRAND &raquo;">FRAND</a> o sotto termini di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Royalty-free" class="kblinker" title="More about royalty-free &raquo;">royalty-free</a> in modo da permettere l&#8217;implementazione sia di software proprietario che open source.</li>
</ul>
<p>L&#8217;ultimo punto, evidenzia i benefici dell&#8217;open source e della riduzione delle barriere iniziali, assicurando che gli standard aperti possano essere implementati nei termini di royalty-free, si enfatizzerebbe il concetto di favorire la competitività, in quanto i fornitori lavorando sotto diversi modelli imprenditoriali, possono concorrere per fornire prodotti, tecnologie e servizi basati sulle specifiche.</p>
<p>Il nuovo EIF è perfetto? No. A causa della pesanti pressioni dovute agli interessi delle lobby delle tecnologie proprietarie, alcune sezioni chiave dell&#8217;EIF sono state rese confusionarie (poiché, la definizione degli ‘standard aperti’ è stata annacquata rispetto alla versione del 2004 e non include più il prerequisito di essere ‘royalty-free’). La definizione di standard o specifiche “aperte” rimane una materia di contenzioso nell&#8217;industria IT. Un esempio di più accurata definizione di standard aperti si può trovare nella India Standards Policy for E-Governance, di recente rilascio, che specifica che la proprietà intellettuale deve essere licenziata royalty-free e che ogni specifica necessaria deve essere tecnologicamente-neutrale.</p>
<p>Mentre le nuove definizioni non danno alle comunità open source ed open standard tutto quello che desideravano, ed alcune ne rendono critici i risultati, la politica dell&#8217;EU deve comunque essere applaudita come una dichiarazione generale in favore dell&#8217;apertura. Nel suo cuore c&#8217;è la riaffermazione dell&#8217;apertura e la comprensione che l&#8217;open source non è solo un elemento chiave ma anche un fattore di crescita nell&#8217;agenda dell&#8217;IT europeo.</p>
<p>Red Hat e le comunità open source ed open standard continueranno a lavorare per licenze di proprietà intellettuale royalty-free che livellino il campo di gioco e promuovano la scelta del consumatore. Dando quest&#8217;ultimo annuncio nella politica EU, le comunità open source ed open standard dovranno vigilare per assicurare che questa politica sia implementata in modo significativo ed ottenga il suo vero scopo: interoperabilità, scelta di mercato, portabilità, innovazione collaborativa e competizione nel fornire prodotti e servizi.</p>
<p>Articolo originale di riferimento:<br />
<a href="http://press.redhat.com/2010/12/17/european-interoperability-framework-supports-open-source/" class="broken_link">http://press.redhat.com/2010/12/17/european-interoperability-framework-supports-open-source/</a></p>
<p><small>by Mark Bohannon, Vice President, Corporate Affairs and Global Public Policy</small></p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/oss.jpg"><img class="size-full wp-image-948 alignnone" title="oss" src="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/oss.jpg" alt="" width="242" height="208" /></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Open source nella Pubblica Amministrazione: perché si! &#8211; Wired.it</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/12/06/open-source-nella-pubblica-amministrazione-perche-si-wired-it/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 19:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Flavia Marzano su Wired.it espone il suo punto di vista sul software Open Source nella Pubblica Amministrazione: Condivido al 100%! A chi mi dice che oggi è assurdo parlare ancora di software libero nella Pubblica Amministrazione rispondo con solo alcuni argomenti veloci veloci. Se la Pubblica Amministrazione, acquisendo software, fosse sempre consapevole di dover garantire [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.innovatoripa.it/blogs/flaviamarzano">Flavia Marzano</a> su Wired.it espone il suo punto di vista sul software Open Source nella Pubblica Amministrazione: Condivido al 100%!</p>
<p>A chi mi dice che oggi è assurdo parlare ancora di software libero nella Pubblica Amministrazione rispondo con solo alcuni argomenti veloci veloci.</p>
<p>Se la Pubblica Amministrazione, acquisendo software, fosse sempre consapevole di dover garantire a sé stessa e ai suoi cittadini:</p>
<p>- Pluralismo e concorrenza<br />
- Sicurezza dei dati<br />
- Integrazione con il software in uso<br />
- Continuità (dei dati e non solo… la cosiddetta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Business_continuity">business continuity</a>)<br />
- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interoperabilit%C3%A0">Interoperabilità</a> tra applicativi<br />
- Disponibilita’ del codice sorgente (almeno per ispezioni e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tracciabilit%C3%A0">tracciabilità</a>)<br />
- Proprietà delle strutture dei dati<br />
- Proprietà del software custom (come richiesto dall’<a href="http://www.adamantio.net/wordpress/2010/06/02/69-riuso-dei-programmi-informatici/">art. 69</a> del <a href="http://www.adamantio.net/wordpress/category/lex/cod-amm-dig/">Codice dell’Amministrazione Digitale</a>)<br />
- Un migliore rapporto prezzo/prestazioni<br />
- Garanzia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_aperto">standard aperti</a> (almeno dei dati)<br />
- Assenza di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in">lock-in</a><br />
- Trasparenza<br />
- Facilità d’uso<br />
- Garanzie del rispetto della privacy<br />
- Accessibilità (anche ai sensi della <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/04004l.htm">Legge 4/2004</a>)<br />
- diversità (any <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Browser">browser</a> ad es.)</p>
<p>Dicevo, quando tutte queste cose saranno garantite potrò anche rassegnarmi al fatto che la Pubblica Amministrazione compri licenze chiuse, per ora sono qui…</p>
<p><img alt="" src="http://lh6.ggpht.com/_6T8UHOWMUoU/TP06zyzJ0BI/AAAAAAAAANE/FFnqPpm0XZI/s800/88x31.png" title="Creative Commons License" class="alignleft" width="88" height="31" /><br />
This opera is licensed under a <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License</a>.</p>
<p>via<a href="http://daily.wired.it/blog/codice_aperto/open-source-nella-pubblica-amministrazione-perche-si.html">Open source nella Pubblica Amministrazione: perché si! &#8211; Wired.it</a>.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Open source dei software: la legge lo prescrive. La pratica lo blocca.</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/11/12/open-source-dei-software-la-legge-lo-prescrive-la-pratica-lo-blocca-corriere-della-sera/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 19:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Open Source]]></category>

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		<description><![CDATA[Open Source: Le grandi società rivenditrici di hardware o SO ed applicazioni closed source sono costrette a sostenerlo forse perché ritengono sia un modo per controllarlo, o forse per una questione di ritorno d&#8217;immagine&#8230; ma poi, cercano di non perdere le proprie quote di mercato a qualsiasi costo&#8230; e puntualmente lo soffocano sui grandi contratti. [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Open Source: Le grandi società rivenditrici di hardware o SO ed applicazioni closed source sono costrette a sostenerlo forse perché ritengono sia un modo per controllarlo, o forse per una questione di ritorno d&#8217;immagine&#8230; ma poi, cercano di non perdere le proprie quote di mercato a qualsiasi costo&#8230; e puntualmente lo soffocano sui grandi contratti.<br />
Questa è la realtà, le aziende usano minacce velate di mancato supporto per evitare la sua diffusione e le PA che non possono accollarsi il rischio di fallire, impelagate in progetti mission critical, tendono a mantenere le tecnologie proprietarie anche in <a href="http://www.adamantio.net/wordpress/category/lex/cod-amm-dig/">barba alla legge</a>&#8230; questo è il gioco dei &#8220;partner non partner&#8221; che aziende come <a href="http://www.redhat.com/" class="kblinker" title="More about redhat &raquo;">RedHat</a>, Canonical, e le varie organizzazioni libere subiscono quotidianamente&#8230; </p>
<p>Fermezza è quel che ci vuole per affermare la diffusione dell&#8217;Open Source e la legalita: <a href="http://www.corriere.it/economia/10_novembre_11/savelli-open-source_b96dbac0-edac-11df-bb83-00144f02aabc.shtml">Open source dei software: la legge lo prescrive. La pratica lo blocca &#8211; Corriere della Sera</a>.</p>
<p>Fermezza è ciò che manca&#8230;</p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/oss.jpg"><img src="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/oss.jpg" alt="" title="oss" width="242" height="208" class="aligncenter size-full wp-image-948" /></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google App Inventor per Android</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/07/12/google-app-inventor-per-android/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 20:11:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[﻿Google fa crescere bene il suo sistema operativo mobile (in crescita costante sul mercato americano), e dopo aver centrato il bersaglio con la recente versione 2.2 di Android (Froyo) entusiasticamente accolta dalla comunità Open Source che ha colmato molto rapidamente il divario con l&#8217;hardware non supportato, si prepara a rilasciare un altra killer application per [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>﻿Google fa crescere bene il suo sistema operativo mobile (<a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_109656,00.html">in crescita costante sul mercato americano</a>), e dopo aver centrato il bersaglio con la recente versione 2.2 di Android (Froyo) entusiasticamente accolta dalla <a href="http://www.cyanogenmod.com/home/cyanogenmod-6-0-0-rc1">comunità Open Source</a> che ha colmato molto rapidamente il divario con l&#8217;hardware non supportato, si prepara a rilasciare un altra killer application per portare il sistema operativo con il robottino verso l&#8217;empireo.</p>
<p><a href="http://www.google.com/" class="kblinker" target="_blank" title="More about google &raquo;">Google</a> desidera fornire agli utenti non programmatori, gli strumenti per crearsi l&#8217;applicazione che desiderano.</p>
<p>Lo strumento visuale che avrà l&#8217;onore o onere di materializzare la creazione dell&#8217;utente sarà principalmente un&#8217;applicazione web.</p>
<p>L&#8217;applicativo semplificherà l&#8217;accesso ai sensori del telefono, al gps, alla <a href="http://www.camera.it/" class="kblinker" title="More about camera &raquo;">camera</a> etc&#8230; consentendoci di creare giochi, strumenti collaborativi, informativi, e quant&#8217;altro possiamo immaginare.</p>
<p>I requisiti di preparazione richiesti allo sviluppatore sono pochi, rendendo non necessarie capacità da programmatore.  Il team di App Inventor ha creato blocchi per ogni cosa è possibile fare con un telefono Android, blocchi per fare tutte le attività di &#8220;programmazione&#8221;, blocchi per immagazzinare informazioni, blocchi per ripetere azioni, e blocchi per fare azioni in determinate condizioni. Ci sono persino blocchi per comunicare con servizi come Twitter.</p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/ScreenShotAbout2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-874" title="ScreenShotAbout2" src="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/ScreenShotAbout2.png" alt="" width="540" height="131" /></a></p>
<p>Adesso capisco qual&#8217;era la necessità di installare in Froyo un compilatore JIT.</p>
<p>Volete saperne di più?</p>
<p><a href="http://appinventor.googlelabs.com">http://appinventor.googlelabs.com</a></p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8ADwPLSFeY8&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8ADwPLSFeY8&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/07/12/google-app-inventor-per-android/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Il software libero in Italia</title>
		<link>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/04/26/il_software_libero_in_italia/</link>
		<comments>http://www.adamantio.net/wordpress/2010/04/26/il_software_libero_in_italia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 22:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>root</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adamantio.net/wordpress/?p=405</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;opera descrive il panorama del software libero in italia, dall&#8217;utilizzo nella PA al privato. In esso sono riportate alcune testimonianze ed opinioni di chi ha visto nascere e propagarsi il fenomeno del Free Libre Open Source Software (FLOSS) oltre ad approfondimenti legali ed economici. Nel libro i contributi di: A. Beccaria, A. Bernardi, AsSoLi, N. [...]
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<li><a href='http://www.adamantio.net/wordpress/2011/03/29/directory-categorie-di-argomenti/' rel='bookmark' title='Directory: Categorie di argomenti'>Directory: Categorie di argomenti</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opera descrive il panorama del software libero in italia, dall&#8217;utilizzo nella PA al privato. In esso sono riportate alcune testimonianze ed opinioni di chi ha visto nascere e propagarsi il fenomeno del Free Libre Open Source Software (FLOSS) oltre ad approfondimenti legali ed economici.</p>
<p>Nel libro i contributi di:<br />
A. Beccaria, A. Bernardi, AsSoLi, N. Bernardini, M. Ciurcina, R. Davoli, la Italian <a href="http://www.kernel.org/" class="kblinker" title="More about linux &raquo;">Linux</a> Society, F. Marzano, F. Moronisotto, C. Piana, F. Pietrosanti, C. Rossi Lamastra, Jaromil, L. Rozza.</p>
<p>Il libro di 160 pagine edito da Shake nel 2009, ha un prezzo di copertina di 15 euro, ma è scaricabile liberamente poiché rilasciato sotto licenza Creative Commons.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="http://www.facebook.com/pages/Il-software-libero-in-Italia-libro/112187988819969?ref=nf&amp;v=wall">Il software libero in Italia su fb</a><br />
La homepage del libro su copyleft-italia.it (http://www.copyleft-italia.it/flossitalia/)<br />
da cui è possibile scaricare direttamente il libro in pdf (http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/g/a/2010/05/31/businessinsider-henry-blodget-google-dumping-microsoft-windows-company-wide-blames-windows-for-china-hacking-attack-2010-5.DTL).</p>
<p><a href="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/flossitalia_cover.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-409" title="flossitalia_cover" src="http://www.adamantio.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/flossitalia_cover.jpg" alt="" width="98" height="150" /></a></p>
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