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tombo
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 9:56 am    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2003-09-04

Il cielo su Roma

Colle del fomento

Scienza doppia H

Esco di casa e ci sto dentro, la mia città grande quanto grande il mondo, a volte mi ci perdo non la conosco fino in fondo eppure so quanto Roma capoccia è splendida al tramonto per molti un vanto, riflessa nello specchio dei negozi persa in mille vizi, troppi pezzi troppi palazzi, mille facce mille storie mille volti hai giurato ma alla fine poi ti scordi qualcuno te lo scordi se lo perde per la stada ma Roma se ne frega in cambio dalla notte che ti invita fredda che quel freddo ti rimane a volte così calda che quel freddo te lo fa scordare, così viziata e vissuta nello stesso tempo insegna quante volte ch'ai da esse svelto troppe volte ha visto l'amore fasse rosso su una lama de cortello ma dimmi quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quant'è bello, viettelo a vedè dall'alto scavalca il muro al foro e viemme accanto eccola e stasera non farà la stupida darà le mejo stelle la mejo luna che me illumina.

E' nella testa / tutto qua tutto qua / comunque resta / tutto qua tutto qua

E' nella testa / tutto qua / restano le mejo stelle solo le mejo che dà

E' nella testa / tutto qua tutto qua / comunque resta / tutto qua tutto qua

E' nella testa / tutto qua / tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.

Nato in mezzo al fiume della mia città nel cuore della mia città chi nasce qua qua ci resta, la gente vive nel posto nel quale abito intorno a me ma non ne vive neanche un attimo, n'adà passà d'acqua sotto sti penti prima che si risolvano e ritornino i conti quante ne ho viste vissute o ne ho fatte sotto questo cielo giorno e notte, l'ho attraversatata col motorino da parte a parte o in matropolitana sotto il suolo sottostante, la sua forma è la mia forma, la Roma di chi se ne va ma che tanto poi ritorna, tanti scenari da film per chi si ama quante fontane per bere in ogni angolo di Roma negli anni ottanta si girava con lo special cinquanta qualcuno ci aveva messo il centoquaranta i ciaetti che facevano una piotta e trenta e sotrie del genere le cose grosse più le piccole per crescere, in mezzo a questo sotto questo cielo vivo ed un motivo ce sta se lo scrivo.

E' nella testa / tutto qua tutto qua / comunque resta / tutto qua tutto qua

E' nella testa / tutto qua / restano le mejo stelle solo le mejo che dà

E' nella testa / tutto qua tutto qua / comunque resta / tutto qua tutto qua

E' nella testa / tutto qua / tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.

Roma la città eterna non scende a patti la Roma dei coatti le comitive sui muretti, le borgate la periferia i palzzi la Roma degli sguardi che finiscono in scazzi, nei cortili qualcuno sta vendendo qualcuno sta comprando una sirena e stanno già scappando via di qui tocca dasse al più presto più presto per lasciare un segno in mezzo a tutto questo, la Roma dei romani de Roma de chi la vede pe la prima e ce se innamora la Roma bene acchittata che pe acchittasse paga le sale giochi la mattina coi pischelli che hanno fatto sega il fronte i fasci il forte gli autonomi le situazioni brutte di notte stazione termini il bionno tevere il cilo sopra Roma che non smette mai de vivere.

E' nella testa / tutto qua tutto qua / comunque resta / tutto qua tutto qua

E' nella testa / tutto qua / restano le mejo stelle solo le mejo che dà

E' nella testa / tutto qua tutto qua / comunque resta / tutto qua tutto qua

E' nella testa / tutto qua / tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.


Ultima modifica di tombo il Gio Apr 20, 2006 10:26 am, modificato 3 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 9:57 am    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2003-09-04

Vita

Colle del fomento

Scienza Doppia H

Un tale si sveglia la mattina ogni mattina è vivere, si guarda nello specchio ma non sa più ridere, c'è chi nasce figlio di puttana e chi ci diventa, per chi la vita parte a sessanta e per chi finisce a trenta, pensa attentamente mentre guarda intorno, vive nel mezzo mai in alto mai in fondo, in fondo vivere è capire ciò che raccogli chi non fa mosse pur di non fare sbagli, chi se la scopa e bestia per dimostrare a se stesso chi l'ha scordata in cambio del successo e dentro a un cesso acchitta du strisce e se la tira finisce pe annacce a rota pur de stà sempre a duemila, vita bella la vita che viene a va, qualcuno fa finta che sia sua questa vita qua, ma la vita conosce i suoi figli, combattono mentre altri scappano come conigli. Scegli fra chi spinge e chi va avanti perchè gli altri spingono, chi sta sveglio quando tutti gli altri dormono, chi pe vive spigne il fumo senza mia fumassero, chi vivendo se lo fuma senza mai pagasselo, c'è chi c'è rimasto sotto e non sa che è stato, chi guarda indietro chi indietro non c'ha mai guardato, vive la vita dall'esterno, gioca col fuoco perchè mi dice tanto qua è già un inferno, il tale torna a casa la sera, tv già accesa, chiude gli occhi perchè sa che qua non c'è resta, comincia a mangiare si sente stressato e la mattina dopo si sveglia sempre più incazzato.

Eccoci siamo venuti per poco perchè per poco si va come satelliti sulla città catalizziamo l'energia partendo dalla realtà. Eccoci siamo venuti per poco perchè per poco si va come satelliti sulla città catalizziamo l'energia partendo dalla realtà.

La gente cosa ne sa ne sa niente, l'assaggia soltanto la guarda passando distante, chi pensa troppo prima di agire, chi resta nel suo posto chi sa sempre quello che deve fare, niente di tutto questo è vita per un massiccio che sa qual'è il significato di sfida continua, come chi sfida la vita per niente, chi non la vive realmente, si ritrova sempre più distante da qui, fino alla fine solo un passo passa così, per ogni sfizio uno screzio, vivilo mò vive con me in questo testo, resta con me questa energia ad ogni costo, come un fiume che rompe gli argini scrivo sensazioni su un suono che racconta immagini, l'unico spiraglio in mezzo a cose futili l'unica cosa che salva me e i miei simili nei momenti difficili eccoci siamo più forti di prima, l'asfalto che ho intorno è sempre quello di Roma, la gente che passa non sa come suona, io resto così perchè è così che funziona, la mia di vita spesso è più parole che fatti, a volte più risultati che inutili progetti, paga la vita in fretta come il taxi, esci dal taxi paga la vita per i vizi, bella zi soltanto un punto di vista diverso dal tuo soltanto questo sorpassa qualcosa che manca che noi prenderemo, se non lo troveremo qui cercheremo.

Eccoci siamo venuti per poco perchè per poco si va come satelliti sulla città catalizziamo l'energia partendo dalla realtà. Eccoci siamo venuti per poco perchè per poco si va come satelliti sulla città catalizziamo l'energia partendo dalla realtà.

Eccoci ecco chi vive la vita così la catalizza dentro attimi, eccoci siamo noi che passiamo dal peggio al meglio siamo noi che ricominciamo più forti, più forti di prima, domani saremo più forti di ora, di ora in ora perchè è la vita che scorre il prossimo passo lo puoi soltanto supporre.


Ultima modifica di tombo il Gio Apr 20, 2006 10:29 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 10:09 am    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2003-09-04

Toro Scatenato

Colle der fomento

Scienza doppia H

Salgo sul quadrato cosciente che stavolta e' tutto o niente
semplicemente pronto a fatte sputa' sangue
a chi non m'ha lasciato a chi ha sottovalutato
predisposto a non lasciatte passa' un caxxo
come Masito Frsesco a 100 gradi incendio
lancio fiamme, scrivo testi col fuoco, regalo gemme
ai b-boy sotto al palco che supportano
i massici che sanno distinguere me lo appoggiano
si', non sempre lucido, ma quando c'ho una svolta cerco di sfruttarla
giocarla subito, me muovo rapido, porto lo scontro oltre il livello critico
me resta uno quindi quando faccio, faccio a tuo discapito
scatenato perche' giu' non posso andare, arrendermi? vuoi scherzare?
venite a prendermi, salite sul quadrato io vi aspetto
io non lo regalo il mio rispetto, lo show e' cominciato e lo prometto:
sara' fuoco contro fuoco perche' valgo un botto, valgo
mai sotto perche' salgo, espando il mio campo
tu preparati a difenderti,
cio' che volevi lo avrai come KaosOne quando vengo a prenderti
schivo i colpi della vita pure se a stento
cio' che incasso lo rendo, e no che non mi arrendo
e' un attimo, perdo il tutto, e' un attimo
lasciatte sfatto giu' col fiato rotto
e' un attimo metto mo' mes tesso in gioco fimo all' ultimo
ecco, eccolo il toro: cio' che faccio e' cio' che sono
sto in alto pure se l'incontro e' truccato
Danno Jack La Motta aka per te e' un massacro

Rit:
Sul palgo chi ci sta
Ci sta la fine per chi fino ad oggi ha solo paruccato
Sul palgo chi ci sta, chi ci sta
Per te un massacro Toro Scatenato
Sul palgo chi ci sta
Ci sta la fine per chi fino ad oggi ha sottovalutato
Sul palgo chi ci sta, chi ci sta
Danno Jack La Motta aka per te e' un massacro

Cresciuto in quartiere borghese del caxxo coi fasci allo spizzo
ma un massiccio corre in quanto massiccio
schizzo screzio scrausi come ragazzini
sfonno scrausi mc senza toccalli colle mani
fino a domani e oltre sopra un palco
sotto i piedi l'asfalto, in piedi perche' il beat lo cavalco
nato in un posto che non c'entra
cresciuto in testa alla testa de uno che non s'accontenta
tentano altri spunti perche' il rap non lo controllano
poi scrivono stupide lettere ad AL dove si lamentano
del mio odio immotivato, si' viemme sotto, si' su un palco
no no su un foglio stampato del caxxo
quello che faccio non ha prezzo
mo' de gratis non glie' do neanche il disprezzo
devasto come un bomber
alzo la voce sono il rocker
combattero' fino alla morte come un jacker
vogliono lo stile sono qua per dimostrarglielo
vogliono l'hardcore sono qua per darglielo
vogliono il mio microfono? beh che vengano a prenderselo
sempre che riescano a strapparmelo
vogliono venderci scuse, ma i massicci le scuse le fiutano
allergici a certe cose, certe cose rifiutano
in alto pure se l'incontro e' truccato
Danno Jack La motta aka per te e' un massacro

Rit.
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 8:41 pm    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2004-10-08

Legge Del Taglione

Articolo 31
Strade Di Città (1993)

Due del pomeriggio, la sveglia suona, mi sveglio la testa mi fa male, ormai é normale, ho poca fame mangio qualcosa con lo scopo di gustarmi meglio la sigaretta che fumerò dopo, mi metto qualcosa scendo, scendo ho freddo alla testa dalla tasca il mio cappello prendo, vado verso la fermata del bus dormendo mi devo svegliare, il volume del Walkman aumento, che palle questo bus non passa mai no, no, Cologno Monzese periferia di Milano lo so un mezzo ogni ora é già tanto mi siedo, aspetto tanto tempo.

Passano due tipi in motorino, li guardo, sssccchh! La marmitta fa un casino bastardo, facce color merda da lampada UVA, capelli lunghi e oleosi con la C-O-D-A, quello che guida mi guarda storto tira uno sputo e mi manca di un pelo, per un secondo rimango stupito, allibito poi non resisto al suo invito e gli mostro il terzo dito, mi vedono, tornano indietro all’istante con quel loro mezzo
assordante, scendono, vengono verso di me, penso sono fatto ...DJ stacco.

Sei fottuto! adesso son cazzi sai? Sei fottuto! adesso son cazzi sai?

Secondo atto della storia ascolta il fatto che ti narro esatto, com’é successo in questo cesso di quartiere sciatto, mi alzo di scatto, e mi preparo all’impatto, mi sono già addosso, mi difendo come posso, si mettono uno dietro e uno davanti, classica tecnica da conigli, mi esplode un dolore caldo nel labbro e sento in bocca quel sapore dolciastro, altri tre o quattro colpi in
testa e mi si annebbia la mente e la mia rabbia s’accende, non vedo più niente, non sento più niente, un altro colpo, ma nemmeno più so se lo prendo o lo do, non riesco più a muovere un braccio alzo un ginocchio di scatto i gioielli di famiglia di uno dei due schiaccio urla! l’altro stacca dal motorino la catena non lo vedo neanche e me la pesta diretta sulla schiena, cado sull’asfalto, piovono calci sulla mia faccia, il tacco di uno stivale la testa in terra mi schiaccia, provo a rialzarmi ma non ho speranza, a quanto pare non ne ho ancora abbastanza, perdo sangue in abbondanza, ma non ha importanza non gliela voglio dare vinta é questa la sostanza.

Ma ormai é finita, e fieri se ne vanno, li guardo dal basso e giuro a me stesso che la pagheranno, legge del taglione, penso mentre mi rialzo, loro erano in due tornerò con altri quattro, e questa é la mia morale, come un quadro ti dipingo in rima una situazione reale, la mia.

Ragionaci tu, io ti do la mia opinione niente di più, non sono un esempio di virtù e di virtù non parlo tanto, canto solo la mia vita e questo é quanto. Questo é quanto!! Questo é quanto!!
Questo é quanto!! Questo é quanto!!... Questo
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 8:47 pm    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2004-10-25

Fight Da Faida

Frankie Hi-NRG MC
Verba Manent (1992)

Padre contro figlio
fratello su fratello
partoriti in un avello
come carne da macello
uomini con anime
sottili come lamine
taglienti come il crimine
rabbiosi oltre ogni limite
eroi senza una terra
che combattono una guerra
tra la mafia e la camorra
Sodoma e Gomorra
Napoli e Palermo
succursali dell'inferno
divorate dall'interno
in eterno
da un tessuto tumorale
di natura criminale
e mentre il mondo sta a guardare
muto senza intervenire
Basta alla guerra fra famiglie
fomentata dalle voglie
di una moglie colle doglie
che oggi dà la vita ai figli
e domani gliela toglie
rami spogli dalle foglie
che lei taglia come paglia
e nessuno se la piglia:
è la vigilia
di una rivoluzione
alla voce del Padrino
ma don Vito Corleone
oggi è molto più vicino:
sta seduto in Parlamento
E'il momento
di sferrare un'offensiva
terminale decisiva
radicale distruttiva
oggi uniti più di prima alle cosche
fosche attitudini losche
mantenute dalle tasse
alimentate dalle tasche:
basta una busta
nella tasca giusta
in quest'Italia così laida
you gotta fight da faida!

you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!

Sud non ti fare castrare
dal potere criminale
che ti vuole fermare:
guastagli la festa
abbassagli la cresta
guarda la sua testa
rotolare nella cesta
Libera la mente da ogni assurdo pregiudizio:
è l'inizio della fine del supplizio
che da secoli ti domina
ti ingoia e ti rivomita
potere di quei demoni
che noi chiamiamo "uomini"
che uccidono altri uomini
che sfruttano noi giovani
che tagliano le ali
agli angeli più deboli
Potere che soggioga
potere della droga
potere di uno Stato
che di tutto se ne frega:
strage di Bologna Ustica Gladio
cumuli di scheletri ammassati in un armadio
Odio il tuo seme germoglia nella terra
fecondato dal sangue della guerra
e la camorra indomita ricca e strafottente
continua ad uccidere la gente
Tombe ecatombe
esplosioni di bombe
raffiche di mitra
falcidia di bande
Cosenza Potenza
carne morta in partenza
consacrata alla violenza
senza opporre resistenza
Alpi Salento
un solo movimento:
pugni sul sistema
pretendiamo un cambiamento;
ridateci la terra
basta con la guerra
Dalla strada l'intifada
you gotta fight da faida!

you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!

Tri tri tri setti fimmini e un tarì
u' tarì ch'è pocu pocu
setti fimmini e u'baccocu
u' baccocu è duci duci
setti fimmini e la nuci
e la nuci è dura dura
setti fimmini e la mula
e la mula avi li denti
setti fimmini e u' serpenti
e u' serpenti è avvilinatu
setti fimmini e u' granato
e u' granato è a coccia
a coccia setti fimmini e la boccia
e la boccia è sciddicusa
setti fimmini e la busa
e la busa è fina fina
setti fimmini e l'antrina
e l'antrina ecca acqua
setti fimmini e la vacca
e la vacca avi li corna
setti fimmini e la donna
e la donna scinni i' scali
setti fimmini e u' rrinali
e u' rrinali è tunnu tunnu
setti fimmini e lu munnu
e lu munnu è tri tri tri
setti fimmini e un tarì

you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight...fight...fight...

you gotta fight
you gotta fight da faida!
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 8:55 pm    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2004-11-18

Cali Di Tensione

Frankie Hi-NRG MC
La Morte Dei Miracoli (1997)

Mi votu e m'arrivotu int'a stu lettu e m'arrovello, ripenso a quel che ho fatto e non so se sia brutto o bello, ma poco importa : quel ch'è stato è stato ed è già da un pò che ho aperto questa porta. Vado avanti e rifletto sul da farsi, magari sarà meglio - può darsi - sto attento ai passi falsi come un muratore in bilico in cima ad un' impalcatura in rima edifico su un beat malefico che fa paura e affascina, come soltanto una sirena è capace e se quello che ora senti un pò ti piace vorrà dire che il sapore è stuzzicante, che al primo assaggio la pietanza appare succulenta ed invitante, ed è solo una porzione, la panna in cui s'intinge il dito, il biscottino a colazione : buon appetito a chi rimane a cena, la cucina è casereccia, nutriente e sana.. Pane e salciccia, dù costiciole e un pò di vino, questa è la miccia che ti fa scoppiare in stile tiberino schietto. Né falso né cortese, il mio stile è questo : zero pretese.. E come dice Mario Brega "...po' esse fero o pò esse piuma.." e stasera sarà entrambi, come sulla luna. E se non credi a quel che dico skippa, altrimenti resta e senti l'Energia come reppa...
Questa sera l' input manca e la mano è stanca, pesa sopra al foglio bianco come un sasso su uno stagno e intanto sogno, scavo solchi nel vuoto e li inondo di colore e disegno il percorso che fa il tempo come un ragno tessitore e ho bisogno della trama - Mamma ! - quest'onda non so dove può arrivare, quindi smamma ! Ragazzino fammi lavorare : non ho tempo da perderti appresso adesso, un altro giorno fa lo stesso.. Quindi batti i tacchi 3 volte e torna a casa a Kansas City, Uotsnelamostarda : ma il crumiro c'ha più stile e regna solo nel segno di Zoro unito in nazione - yo ! represent .. - ma non c'è bisogno d'elezioni, e non c'è zulucrazia che tenga ma il rispetto basta, e non conta quanto uno sia capace di andare bene in frista se ha la testa piena d'acqua fresca : chi pantomimo era pantomimo resta. E te lo dice l'uomo senza metodo, non ho i canini in platino ma se ho bisogno mordo, affondo e lascio il segno per ricordo : un Souvenir d'Energie per quando torni nel tuo mondo, mon ami...
Dallo Zucchero ai Cipressi passando dal Fomento l'hip-hop è come un colle oscuro che domina una valle nella quale il Molleggiato sbraita, e in cima ha una taverna piuttosto che una baita, dove si riunisce tutta la famiglia a far caciara fino all'alba, e chi va sotto sta sicuro non si salva più. E naufragar m'è dolce in questo groove dei tempi andati, scovato in mezzo ai solchi impolverati, tagliato e looppato storto come un ulivo secolare, che nonostante gli anni fa saltare - ..nessuno mi può giudicare.. - e questo è quanto : faccio quel che faccio e non mi vanto e me la canto. E un pò come le Addas c'ho una banda in più sul palco, e non essere invidioso se mi vedi sopra al rotocalco, oppure in video, alla tv, perché quello è solo business e nulla più. Il successo è come l'acqua, che prima ti disseta e poi t'annega e c'è chi ci va a rota manco fosse droga e c'ha le crisi d'astinenza da copertina patinata e pur di vender tanto fa dei dischi che son merda pressata, che a quanto pare piace, e andrebbe messo dentro per circonvenzione d'incapace.. e se questa è soltanto aria fritta ora parla la base e l'Energia resta zitta...
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 9:05 pm    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2004-12-18

Quelli Che Benpensano

Frankie Hi-NRG MC
La Morte Dei Miracoli (1997)

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a machere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.

- rit.
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...

...e come le supposte abitano in blisters full-optiona, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom! Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom...

- rit.

Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che dà loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera...

- rit.
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MessaggioInviato: Gio Apr 20, 2006 9:08 pm    Oggetto: HipHop Rispondi citando
Backup di un articolo scritto da tombo pubblicato il 2005-01-06

Autodafè

Frankie Hi-NRG MC
La Morte Dei Miracoli (1997)



Prendo le distanze da me perché non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi: sono il mio nemico, il più acerrimo.
Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata a triplice mandata dall' interno: sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
Reprimo ogni possibile "me", inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile, segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario..
Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo, credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso;
e guido un autodafè;
In cattiva compagnia soprattutto se sto solo, negativo come i G in una picchiata, prendo il volo, salgo, stallo e aspetto il peggio, che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
Malato immaginario più di quello di Molière, sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché, che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere..
Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai, batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi, strappami da questo mio torpore atarassico, mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita.
Vieni a prendermi o precipito, scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio; nel tedio per me non c'è rimedio e me ne accorgo perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero: ma come al solito il danno fatto è irreparabile, la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile..
Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita: sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita..
Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi, cerco mani e spesso trovo piedi, cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano, ed io so bene che le cicatrici restano.
Carta, penna e poco più per stare a galla, nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla: seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere..
pazientemente...
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