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Iniziative: Ancora su Urbani ed il Web |
Scritto da tombo : Le recenti leggi criminalizzano in maniera generalizzata e sconsiderata tutti quei comportamenti degli utenti informatici che prima erano considerati sanzionabili amministrativamente, ma non solo...
Nella ricerca di tutelare i diritti SIAE (azienda per altro dalle radici obsolete, con una struttura quasi piramidale in grado di garantire gli interessi dei suoi membri più anziani a scapito dei membri più giovani) le nuove leggi anti pirateria hanno criminalizzato in maniera diffusa la maggioranza degli utenti informatici...
Il fatto è che sono stati resi criminali, punibili penalmente (da 4 anni di carcere e 15000€ di multa), i semplici possessori di mp3... o i possessori di software privo di licenza... a prescindere che li detengano per uso personale o per "fini di lucro".
La diffusione di questi dati mediante la tecnica del file sharing ha reso coloro che usano questi clients paragonabili a pirati di alto livello.
Con la legge Urbani si sono aggiunte sovrattasse ai masterizzatori ed a tutti i supporti digitali e l'introduzione del bollino SIAE virtuale...
Tenendo presente che internet non ha dogane... il bollino virtuale è la cosa più perversa che sia stata mai concepita (in termini informatici) infatti è una tecnica di "marchiatura" dei dati digitali che renderebbe l'italia un caso unico nel panorama mondiale proiettandoci verso il regresso tecnologico. Sarebbe impensabile pretendere che tutti i produttori di dati digitali del mondo possano o vogliano acquistare i decantati bollini per far circolare il loro materiale in italia legalmente (pensate soprattutto a quanto gliene può fregare agli sviluppatori opensource che tra l'altro devono lottare pure con il parlamento europeo)...
Altro punto discutibile, riguarda la recente approvazione della legge che obbliga alla registrazione mediante invio alle biblioteche centrali di Firenze o di Roma di una copia di tutte le opere leggibili, visibili e sentibili distribuite tramite internet.
In questo modo si obbliga chiunque abbia in gestione anche un semplice sito web, all'invio dei contenuti agli enti suddetti. Per ogni modifica effettuata e pubblicata, il sito dovrà essere rispedito. Tutto ciò mi sembra assolutamente impraticabile per i gestori ed ingestibile per le biblioteche in questione (ma cosa pretendono di replicare l'intera internet all'interno delle biblioteche nazionali? Se vogliono le informazioni in deposito perchè le considerano patrimonio lettario, come potranno poi renderle fruibili ai cittadini italiani? Realizzaranno la più grande web-farm del mondo? Assurdo! Se si quanto costerà? Potro risparmiare e farmi hostare direttamente da loro? 8-) boh!).
Cosa c'è da fare ora? Semplice passare all'azione manifestando l'inadeguatezza di tali leggi.
Intanto (magra consolazione) il netstrike ha avuto i suoi effetti oscurando il server del ministero dei beni culturali... (oggi mi sto chiedendo quanto sia etico oscurare un sito, anche se in modo legale, per poter manifestare un idea...).
Comunque a livello politico sono già stati presentati gli emendamenti (più di 750) a queste leggi, che si spera verranno applicati al più presto.
Nel frattempo non mi rimane che rinviarvi a questo modulo di petizione online...
Speriamo che alla fine di questo cataclisma legislativo internet rimanga ancora libera... e non diventi uno strumento per pochi privilegiati che possono permettersela...
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